Alessandro Scalabrini

 Nei suoi “dischi” rappresenta la terra: una sfera tonda, senza un inizio né una fine, abitata da miliardi di essere umani, attraversata da un susseguirsi continuo di eventi, eppure a noi è dato conoscere solo ciò che passa davanti al nostro cannocchiale: una parte infinitesimale, ridicola. Quando un evento passa davanti al buco del suo cannocchiale, Alessandro lo conserva nel suo disco. Un momento nell’infinito.

…………………

  In his “disks” he represents the earth: a round sphere, without a beginning or an end, inhabited by billions of human beings, crossed by a continuous succession of events, and yet we are given to know only what passes in front of our spyglass: an infinitesimal part, ridiculous. When an event passes in front of the hole in his telescope, Alessandro keeps it in his disk. A moment in infinity.

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Changing the face of Politics | diametro 30 Collage, Paper, Newspaper, glue, pen on cardboard | 2020
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Searching for Essence - diametro 30 Collage, Paper, Newspaper, glue, pen on cardboard | 2020
Pandemic Business | diametro 30 Collage, Paper, Newspaper, glue, pen on cardboard | 2020
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Green | diametro 30 Collage, Paper, Newspaper, glue, pen on cardboard | 2020

Marino Marinoni

Il suo cromatismo esplodente accompagna il visitatore in un mondo straripante di informazioni che coinvolge non solo la visione ma lo spirito e l’interiorità.

L’artista dipinge dal 1975 e ha esposto le sue opere in Italia e all’estero.

La sua pittura non è casuale ma il frutto di una ricerca continua che da un esordio figurativo piano piano si è fatta sempre più astratta e libera da regole accademiche.

L’espressione è diventata un tutt’uno di spazio e tempo e pertanto i colori, le linee, il collage o gli inserti di ogni genere non partecipano più a sottolineare il soggetto ma assieme diventano momenti di vita e sentimenti fissati sulla tela prima che scorrano via per sempre.

Non esiste un ordine tecnico-espressivo tutto è libero nel divenire dello spazio anche i concetti e la forma.

I materiali usati sono disparati e sempre di recupero e combinati assieme acquistano una loro importanza espressiva.

Il rogo delle streghe 35x50
IL ROGO DELLE STREGHE | 2020 Tecnica mista su tela cartonata cm 35x50
IL GUERRIERO 25x35
Il SOLDATO | 2020 Tecnica mista su tela cartonata cm 25x35
Cime tempestose 25x35
CIME TEMPESTOSE | 2020 Tecnica mista su tela cartonata cm 25x35

Greta Boato

 Petite histoire du Journal Intime (Piccola storia del Giornale Intimo)

Giornale Intimo è la traduzione letterale del termine francese Journal Intime che sta ad indicare il Diario, ovvero quell’oggetto personale tendenzialmente dedicato all’esternazione della parte più intima di sé.

Queste opere, dal formato molto ridotto, sono per l’appunto espressione interiore e privata, sorta in modo assolutamente spontaneo. La serie si delinea come una sequenza rapida, dinamica e libera, ma duratura nel tempo.

Ad un primo giudizio esterno i lavori, realizzati con colore ad olio e grafite su supporto cartaceo, sono stati definiti “schizzi”: pagine di un quaderno di appunti, elaborazioni di futuri risultati compiuti. Brutte copie, insomma.

Eppure, mentre realizzavo ogni piccolo lavoro, quello che provavo, era piacere.

Un piacere viscerale e primitivo che incominciava nel momento in cui stendevo sul foglio il colore denso e pastoso, mentre l’odore greve dell’olio mi invadeva le narici, inebriandomi.

Osservavo i colori mescolarsi in maniera imprevedibile e incontrollabile e seguivo affascinata la scia dell’unto che lentamente si allargava, invadendo la carta e rendendola trasparente.
Poi c’era la grafite. Il segno guidato dalla mia mano graffiava, mescolava, copriva, riempiva; le punte delle mine a volte si spezzavano, a volte laceravano il foglio, in una vera guerra ad armi quasi pari.

Nel tracciare i segni i miei muscoli fremevamo e il mio spirito si liberava, e con spirito intendo tutto: la mia gioia, la mia rabbia, la mia frustrazione, il mio nervosismo, la mia energia, le mie paure.
Infine osservavo il risultato.
Alcuni lavori risultavano minimalisti: poche sfumature, poca grafite, solo tracce delicate e sottili, dolci e leggere come brezza calda sul viso.

Altri lavori invece risultavano crudi, sgraziati, violenti, furiosi, disarmonici, striduli. Brutti.

Quei piccoli “schizzi” erano davvero il mio Giornale Intimo, pagine di diario che prese tutte insieme rappresentavano l’intero mio essere: denso ed etero, dolce e violento, corposo ed effimero, coraggioso e discreto.

Li attaccai per la prima volta, uno dopo l’altro sulla parete dell’atelier dell’accademia. Incominciai con pudore, disponendoli partendo dall’angolo più nascosto della stanza. Andando avanti, però, i quadrati erano così numerosi che, uno dopo l’altro riempirono l’intera parete, facendo sì che il mio giornale intimo, l’espressione di me stessa, fosse alla mercé di tutti.

Eppure, guardati tutti insieme, in quel grande collage, ordinato e caotico, non sembravano così male.
Anzi, mi piacevano proprio.

Davide Tramontin

Deformazione della visione o visione deformante attraverso le infinite linee che attraversano i volti dei personaggi colti dalla nostra quotidianità o trasformati nel desiderio di regalare un’anima inquieta.

L’artista mette in luce la famosa teoria di Raskolnikov sugli uomini straordinari, che si pongono al di sopra delle leggi della morale, e gli uomini, che invece le devono rispettare.

Arabo a Bagdad olio su tela cm 100x180
Arabo a Bagdad | 2019 Olio su tela cm 100x180
raskolnikov cm 80x80
Raskolnikov | 2020 Olio su tela cm 80x80
Ritratto olio su tela cm 40x50
RITRATTO | 2019 Olio su tela cm 40x50
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Fondamenta della Misericordia, olio su tela, cm100x80
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Cannaregio 2019 olio su tela, cm100x120

Elena Greggio

Elena Greggio, Sogni e inquinamento.

Visioni/previsioni del futuro, intesi come conseguenza dei cambiamenti climatici e della sovrappopolazione (e il relativo impatto ambientale). Una  serie di lavori a metà tra il sogno inteso sia come “desiderio” di conservazione dell’ambiente, sia come “visione onirica” e l’inesorabile impatto della realtà nel quotidiano.

Un tempo, al centro della sua produzione c’era la figura umana, soggetto che ha completamente abbandonato in questa fase creativa per dare respiro a territori e paesaggi ideali, desertici o antropizzati.

I suoi lavori sono caratterizzati dall’utilizzo della carta, sia essa pregiata e sottile come quella di gelso o di riso, sia essa di recupero, come ad esempio uno scarto di stampa serigrafica/tipografica o una pagina di quotidiano.

Elena Greggio è nata a Padova nel Dicembre del 1973.

Si è diplomata in Architettura al Liceo Artistico nel 1991 e Laureata a pieni voti in Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1995.

Sì è specializzata in Architettura d’Interni e In Fashion Design.

Vive e Lavora a Padova, dove si dedica alla Pittura e alle tecniche incisorie, quali linoleografia e xilografia.

Espone ed ha esposto in: Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Austria, Bosnia Herzegovina, Cile e Portogallo.

Elementor #5256

Elena Greggio, Sogni e inquinamento.

Visioni/previsioni del futuro, intesi come conseguenza dei cambiamenti climatici e della sovrappopolazione (e il relativo impatto ambientale). Una serie di lavori a metà tra il sogno inteso sia come “desiderio” di conservazione dell’ambiente, sia come “visione onirica” e l’inesorabile impatto della realtà nel quotidiano.

Un tempo, al centro della sua produzione c’era la figura umana, soggetto che ha completamente abbandonato in questa fase creativa per dare respiro a territori e paesaggi ideali, desertici o antropizzati.

I suoi lavori sono caratterizzati dall’utilizzo della carta, sia essa pregiata e sottile come quella di gelso o di riso, sia essa di recupero, come ad esempio uno scarto di stampa serigrafica/tipografica o una pagina di quotidiano.

Elena Greggio è nata a Padova nel Dicembre del 1973.

Si è diplomata in Architettura al Liceo Artistico nel 1991 e Laureata a pieni voti in Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1995.

Sì è specializzata in Architettura d’Interni e In Fashion Design.

Vive e Lavora a Padova, dove si dedica alla Pittura e alle tecniche incisorie, quali linoleografia e xilografia.

Espone ed ha esposto in: Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Austria, Bosnia Herzegovina, Cile e Portogallo.

Elena Greggio

Elena Greggio, Sogni e inquinamento.

Visioni/previsioni del futuro, intesi come conseguenza dei cambiamenti climatici e della sovrappopolazione (e il relativo impatto ambientale). Una  serie di lavori a metà tra il sogno inteso sia come “desiderio” di conservazione dell’ambiente, sia come “visione onirica” e l’inesorabile impatto della realtà nel quotidiano.

Un tempo, al centro della sua produzione c’era la figura umana, soggetto che ha completamente abbandonato in questa fase creativa per dare respiro a territori e paesaggi ideali, desertici o antropizzati.

I suoi lavori sono caratterizzati dall’utilizzo della carta, sia essa pregiata e sottile come quella di gelso o di riso, sia essa di recupero, come ad esempio uno scarto di stampa serigrafica/tipografica o una pagina di quotidiano.

Elena Greggio è nata a Padova nel Dicembre del 1973.

Si è diplomata in Architettura al Liceo Artistico nel 1991 e Laureata a pieni voti in Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1995.

Sì è specializzata in Architettura d’Interni e In Fashion Design.

Vive e Lavora a Padova, dove si dedica alla Pittura e alle tecniche incisorie, quali linoleografia e xilografia.

Espone ed ha esposto in: Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Austria, Bosnia Herzegovina, Cile e Portogallo.

01-Ancora Qui-100x180cm

Carla Bertola

Carla Bertola – Scrittrice, poeta verbo-visuale e sonora, partecipa attivamente alle attività culturali internazionali dagli anni ’70. Vive a Torino, dove è nata nel 1935. E’ presente in molti cataloghi e antologie di vari paesi dove ha esposto lavori visuali in mostre personali e collettive. Produce libri d’artista, presenti in collezioni e biblioteche. Da molti anni partecipa e organizza progetti di Mail Art, Poesia visuale, esposizioni di Libri d’Artista. Come performer di poesia sonora et “Poésie Action” ha partecipato a numerose rassegne in Europa, Canada, Brasile, Cuba, Messico, con Alberto Vitacchio. Ha pubblicato libri di poesia verbo-visuale in Italia e in altri Paesi. Nel 1978 ha fondato la rivista di scrittura multimediale e poesia visuale Offerta Speciale, che ha diretto ed editato fino al 2018. Si occupa tutt’ora di pubblicazioni e progetti.

Carla Bertola

Microsoft Word – Documento1

Piero manzoni ricerca che parte dalla filosofia e dalla mistica passando per la smiotica e la
cultura popolare per raccontare l’opera di Piero Manzoni.
Divorare l’arteàarte alimentare, conciliare arte e cultura con cibo e materia. Uovo preso da
Manzoni come una cosa a se, un’entità empirica che viene mangiato da Manzoni che entra in
comunione con l’arte e con l’assolutoàmessaggio ultimo dell’artista era quello di invitare il
pubblico a consumare l’arte, con una partecipazione, quasi una comunione eucaristica.
OBIETTIVO DI CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI VEDERE l’ARTE e LA VITA E VIVERLA CON
UN APPROCCIO Più ORGANICO, l’arte contemporanea non va temuta ma più semplicemente
divorata.

1958- 1960 inizia con gli achromes dove utilizza anche uova e pane
1960 uovo scultura + performance Consumazione dell’arte dinamica del pubblico, divorare
l’arte ( 21/06/ 1960 Galleria Azimut)àconsegna di uova sode contrassegnate dall’impronta
digitale dell’artista agli spettatori per essere da loro ingerite .

Una performance semplice nel suo svolgimento, quanto filosoficamente complessa nella

sua ideazione, perché simboleggiante il pensiero artistico di Piero Manzoni: in un

periodo in cui, in diversi casi, l’arte veniva concepita non solo sul piano concreto dell’opera

ma anche sul piano concettuale, tentando di superare i limiti ancora legati ad una visione

materica di essa, l’unica via per permettere agli spettatori di poterne godere e poterla

contemplare a pieno, era quella di metterli nella condizione effettiva di poterlo fare

MELAGRANA

Microsoft Word – Documento1

Piero manzoni ricerca che parte dalla filosofia e dalla mistica passando per la smiotica e la cultura popolare per raccontare l’opera di Piero Manzoni.
Divorare l’arteàarte alimentare, conciliare arte e cultura con cibo e materia. Uovo preso da Manzoni come una cosa a se, un’entità empirica che viene mangiato da Manzoni che entra in comunione con l’arte e con l’assolutoàmessaggio ultimo dell’artista era quello di invitare il pubblico a consumare l’arte, con una partecipazione, quasi una comunione eucaristica. OBIETTIVO DI CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI VEDERE l’ARTE e LA VITA E VIVERLA CON UN APPROCCIO Più ORGANICO, l’arte contemporanea non va temuta ma più semplicemente divorata.

1958- 1960 inizia con gli achromes dove utilizza anche uova e pane
1960 uovo scultura + performance Consumazione dell’arte dinamica del pubblico, divorare l’arte ( 21/06/ 1960 Galleria Azimut)àconsegna di uova sode contrassegnate dall’impronta digitale dell’artista agli spettatori per essere da loro ingerite .

Una performance semplice nel suo svolgimento, quanto filosoficamente complessa nella

sua ideazione, perché simboleggiante il pensiero artistico di Piero Manzoni: in un

periodo in cui, in diversi casi, l’arte veniva concepita non solo sul piano concreto dell’opera

ma anche sul piano concettuale, tentando di superare i limiti ancora legati ad una visione

materica di essa, l’unica via per permettere agli spettatori di poterne godere e poterla

contemplare a pieno, era quella di metterli nella condizione effettiva di poterlo fare