Nino Walter Riondato

Nino Walter Riondato Dopo studi commerciali tanto desiderati dai genitori, Nino Walter Riondato si è avvicinato con passione allo studio della pittura che già, imberbe, praticava confusamente. I suoi insegnanti negli anni della formazione sono stati Bruno Saetti e Carmelo Zotti all’Accademia di Venezia. Egli si considera tuttavia un autodidatta. Ancora studente si è interessato alla fotografia che gli ha permesso di viaggiare e ricavarne un po’ di denaro. Nel campo dell’arte si è interessato a tutti i generi, dal disegno al video.

“Sulla soglia tra onirico e reale e alterando la linearità del quotidiano Nino Walter nei suoi teatrini mette in scena vari personaggi: dei, persone, cani, maiali, cavalli, angeli , burattini e galline. Il cane è
pressoché onnipresente come osservatore privilegiato e calmo di apparizioni o segnalazioni.
L’arte di Nino Walter Riondato si focalizza sul confronto tra il sogno e la realtà, negli ultimi anni ricorrente nei lavori delle sue sculture. Le creature di Nino sono abbozzi di corpi, colti in pose diverse tra ciò che rappresenta la quotidianità e quello che invece si può comprendere solo attraverso visioni surreali. Talvolta sembrano incroci di due figure, come se un corpo fosse sul punto di originarne un altro, o come se entrambi cercassero una sorta di unione. Tutto ciò genera una riflessione sulla capacità dell’artista che dimostra di riuscire a comunicare la sua visione del mondo che si incentra sull’uomo e gli animali, ma anche su quell’aspetto deformatodi uomo contemporaneo, caratterizzato da ingenuità e purezza che viene rappresentato attraverso l’immagine di Pinocchio, Nasone Gravitazionale, in cui Nino ne ripone la salvezza.

Erica Dal Fiume