Massimo Puppi

 “TENTATIVO”
Cos’è un tentativo se non quella spinta che ci induce a fare quel passo in più da cui, probabilmente, dipenderà tutto?
Attraverso questa sensazione di una forza che si sperimenta nell’immediatezza dell’atto, le opere di massimo Puppi guideranno i visitatori in paesaggi ignoti e figure scomposte seppur riconoscibili.
Con le sue opere  si assisterà ad una pennellata materica, netta, energica in cui chiare forme lignee si compongono su piani visivi stratificati dove emergono i segni di una natura esposta nella sua condizione in divenire e modificata dall’uomo.
Tentativo è una mostra che attraverso l’emersione di colori, disegni e figure richiamanti  i boschi e la legna, conduce verso un un’introspezione interiore che si pone come obiettivo il tentativo di risolvere il mistero che giace nella relazione che intercorre tra noi e la natura.
Puppi presenta l’interpretazione personale in chiave pittorica della vista degli alberi battuti dai taglialegna e divelti dalla natura provenienti da Frassenè Agordino. Un processo di osservazione, nato prima dalla fotografia, che cerca di individuare i segni caratteristici della natura, alberi, tronchi e legno in questo caso, in cui la commistione tra paesaggi boschivi incontaminati e la figura emergente dell’uomo stimola interrogativi circa la nostra convivenza e presenza in spazi extra urbani.

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Massimo Puppi | “FRAMMENTAZIONI”
Scrivo come so scrivere, dipingo come so dipingere, penso come so pensare”: sta qui, forse in questa affermazione, in questa dichiarazione di intenti scarna, sincera, spontanea, convinta, il cuore pulsante e generoso di un fare artistico che non è solo fare pittorico ma una quotidiana continua raccolta di pensieri, scritti, immagini, materiali che danno vita ad un luogo della mente e un laboratorio creativo affollato di ingredienti e in questo caso frammentazioni di spazi aperti e chiusi.  
L’artista si dedica ad una costante e appassionata ricerca che si snoda lungo i percorsi della memoria e del quotidiano, del passato e del presente.
02/06/2020 – VE – 06:51
Frammentare lo spazio – il tempo – vivere a tempo lo spazio – suddividendolo con altre persone. La nuova parola è condividere con gli altri. L’uomo è molto adatto ad adattarsi agli eventi e situazioni (vedi Covid- 19) io spero vivamente che ognuno di noi riesca a ritagliarsi un quadrato nello spazio e un ritaglio di tempo per poter sempre pensare a ciò che gli si presenta davanti, e avere l’opportunità di poter scegliere di poter trovare sempre degli stimoli per ritrovare sempre la forza di sentirsi vivo e partecipe.
(Scoprire sempre qualcosa anche banale) io sono sempre dell’idea che ognuno di noi deve esprimere se stesso senza limiti, ogni persona è una preziosità.
La differenza tra ognuno di noi è importante, non deve essere persa ma rappresentata, quindi: viva i poeti – scrittori – musicisti – attori – artigiani – viva il video – le performance lasciare aperta qualsiasi forma di espressione.
Io, io, io, io, io, io, sono io l’io deve essere rispettato.
Pensare
Sognare
Progettare

Scrivere appunti
Parlare della noia
Parlare di tutto e scoprire – si ? scoprire qualcosa, qualsiasi piccola cosa che ci renda vivi.
Improvvisare – Ascoltare sempre gli altri
Per me dipingere – lavorare – con il colore – fare pittura – mi serve per rappresentare la vita. Parole – frasi – pensieri – sono un complemento per dare parola alla “superfice quadro”.
La mia pittura è sempre un azione dentro lo spazio dentro al tempo – mi servo del colore per essere in sintonia con il vivere.
Vivere per me è una delle azioni importanti. Amo in maniera grande e forte la vita.
Io sono sempre a caccia.
Io rubo ovunque frasi e pensieri.
Mi servo di tutto e di tutti, il mio istinto mi porta ad affascinarmi di tutto o quasi.
Per me la banalità è vita. VIVA LA VITA.

06/ 06/ 2020 – 19:00 + – linea presente
Un forte abbraccio a nuovi artisti
Un grazie- agli infermieri, ai dottori, le loro sono state delle azioni – importanti cariche di pittura – erano sempre dentro il loro campo di azione.
Puppi Ve nato a Venezia il 6-01-1856

Nato a Venezia il 6 gennaio 1956. Dopo essersi diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Venezia, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove frequenta il corso di pittura del maestro Emilio Vedova. Lasciata l’Accademia, trova altri stimoli per la sua formazione alla Scuola Internazionale della Grafica di Venezia, dove segue il corso di tecniche sperimentali tenuto dal maestro Riccardo Licata.

Risale al 1973 la sua prima mostra personale ospitata alla galleria Segno Grafico di Venezia. Dal 1980 al 1985 il “silenzio assoluto”: un periodo di ripensamento sull’arte contemporanea, preludio di una scelta radicale che lo porta ad allontanarsi dall’attività espositiva e a rifugiarsi nel proprio studio.

Gli anni che seguono sono dedicati ad una costante ed appassionata ricerca e sperimentazione di un linguaggio personale che si snoda lungo i percorsi della memoria e del quotidiano, del passato e del presente.

Una lunga fase di silenzio costruttivo destinata oggi a sfociare in un ritorno sulla scena pittorica. Nel 2008 conferma questo suo intento con la partecipazione al Premio Cairo. Vive e lavora a Venezia.

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