Elisabetta Marchese

NERO ma non troppo

Prima o poi il NERO va affrontato. 

Nella società il NERO è simbolo di paura, di tristezza, depressione, stati d’animo che comunque fanno parte dell’esistenza. Con questo percorso l’artista cerca di superare l’associazione visiva del conflitto come colore, ma di giocare con il NERO. Lei stessa afferma, che, ci si allontana il prima possibile da questo colore quanto un NERO velato non viene più chiamato con il suo nome ma diventa grigio . Che un NERO grattato diventa un bianco sporco. Un NERO passato su un azzurro diventa un azzurro cupo. Potrebbe sembrare l’antico gioco delle apparenze, di quello che è anche se non sembra.

 Il NERO per Elisabetta Marchese rimane il colore più intrigante. Obbliga a fermarsi, a riflettere fino ad accorgersi che lui è il padrone del gioco, è il NERO che detta le regole. 

A noi non resta che abbandonarsi dentro, goderlo e giocare. 

Il nero domina e predomina nelle opere dell’artista, equilibrando i vari volumi in un concerto di linee delicate e soffuse movimentando l’intera composizione.

Elisabetta Marchese 

Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia con una tesi su Alberto Burri . 

Il suo percorso artistico continua con una ricerca tra composizione e texture , tra differenti supporti fino ad arrivare al collage sempre accompagnato a tradizionali tecniche pittoriche quali le tanto amate velature e l’antica tecnica dello “sfregasso”. La tecnica che predilige rimane sempre il disegno: una linea nera su un foglio bianco da dove tutto ha inizio. 
Negli ultimi due anni ha esposto le sue opere a Berlino, Monaco, Milano.

Questa personale a Venezia segna un importante punto di consapevolezza per un nuovo venire.

English version below:

NERO ma non troppo/ BLACK but not too much

Sooner or later BLACK has to be faced.

Inside of the society BLACK is a symbolo of fear, sadness, depression, moods that are part of existence. With this path the artist tries to overcome the visual association of conflict as a colour and play with BLACK. She herself says that, as soon as possibile, we move from this colour as a veiled BLACK is no more called by its name buti t becomes grey. That a scrattched BLACK becomes a off-white. That a BLACK passed over a blue becomes a dark blue. It could seems the old games of appearances, about what is it even if it doesn’t seem so.

For Elisabetta Marchese the BLACK remains the most involving colour. It forced us to stop, to reflecting until realize that he is the game master, BLACK is who makes the rules.

We can only abandon ourselves inside of him, enjoy him and play with him.

BLACK dominates and predominates the works of the artist, balancing the various volumes in a concert of delicate and suffesed lines enlivening the entire composition.

Elisabetta Marchese 

She gradueted from the Accademy of Fine Arts in Venice with a final exam (thesis) about Alberto Burri.

Her artistic path goes on with a research on composition and texture, using differents types of supports up to collage which is always accompained by traditional painting technique such as the much-loved glazes and the ancient technique of “sfregasso”. The technique that she prefers remains the drawing: a black line on a white paper from which everythings starts.

In the last two years she has exposed her works of art in Berlin, Munich, Milan. This personal exhibition in Venice marks an important level of consciousness for a new coming.

nero ma non troppo 5
NERO manontroppo | 2019 | tecnica mista | 50x50 cm
nero ma non troppo 4
NERO manontroppo | 2019 | tecnica mista | 50x50 cm
nero ma non troppo 3
NERO manontroppo | 2019 | tecnica mista | 50x50 cm
nero ma non troppo 2
NERO manontroppo | 2019 | tecnica mista | 60x60 cm
nero ma non troppo 1
NERO manontroppo | 2019 | tecnica mista | 60x60 cm

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