Armando Riva

La serie di lavori “fotografici” sono il risultato di una ricerca che parte da un’idea confusamente precisa del LUOGO come ambito spaziale idealmente o materialmente determinato.

Abbiamo quindi un luogo fisico, il cimitero, in cui i ricordi e i dialoghi tra chi sta dentro e chi sta fuori non si esauriscono mai e hanno una continuità che può sfiorare l’eternità. Il titolo del lavoro è “SITES OF LOVE” che evidenzia la possibilità e la necessità di trovare una forma di amore tra gli esseri umani enella caducità della vita terrena. Un luogo di incontro possibilmente anche fisico, tra entità differenti.

C’è poi il luogo ideale della fede, rappresentato da un Cristo /simbolo idealmente crocifisso, nella nostra cultura c’è la croce che qui viene elusa in una sorta di conto alla rovescia, il lavoro si intitola “A’ REBOURS”, per poter giungere ad un grado zero della fede, una fede che ancora non conosciamo. Nella raffigurazione del Cristo di spalle dò la possibilità di uno sguardo inusuale che può mettere in luce situazioni inaspettate.

Abbiamo poi il luogo metafisico della luce che costituisce la componente strutturale essenziale di ogni essere fisico, animato e inanimato. Sottrarre luce per illuminare l’essenziale. Il lavoro si intitola “NERO”

Nero.
Più nero.
Ancora più nero.
La somma delle sottrazioni porta inevitabilmente all’essenziale, visibile o invisibile, punto di partenza per un percorso di conoscenza delle differenze, quella tra la luce e l’ombra, il vuoto e il pieno, il cielo e il mare.
Più nero della luce abbagliante, più leggero dell’assenza disperata, più pesante del silenzio.
Ancora più nero.
Più nero.
Nero.