Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio

THE OTHERS è un’installazione sull’incomunicabilità dell’essere umano che si sviluppa attraverso i differenti linguaggi della pittura, scultura e video-arte messi in dialogo tra loro al fine di restituire uno spazio dal quale emerga la condizione di una relazione impossibile. Un corridoio di volti appesi, monocromi, che si sfiorano senza toccarsi, all’interno del quale lo spettatore è invitato identificarsi, a ritrovare una parte di sé o a rifiutarla. Ai lati di questo due bambini in ferro e catrame si indicano senza farci capire il loro rapporto. La necessità di comunicare contrapposta all’impossibilità di farlo. Un dialogo muto tra opere dove l’unica voce udibile è il suono di un pianoforte rotto e scordato, suonato da una donna che non sa suonare.

Andrea Tagliapietra Il suo lavoro si sviluppa sull’indagare ciò che l’essere umano porta dentro. Percepire e mettere in evidenza il disagio spesso nascosto dietro la formale apparenza; lo spettro dell’esteriorità, l’inappartenenza all’involucro-corpo, o ad una vita che ha una taglia diversa, troppo grande o troppo piccola, in cui non ci si sente a proprio agio. L’artista sostiene che il rapporto che può esistere con lo spettatore consiste nel metterlo davanti ad uno specchio in cui può ritrovare una parte di sé, delle analogie debitamente celate. Osservare per osservarsi. Ha realizzato mostre collettive e personali in Italia e all’estero e si è distinto in alcuni importanti concorsi. La sua ricerca spazia, fin dagli esordi, dalla pittura alla scultura interagendo, attualmente, con performance e video arte. In questo periodo è presente e collabora con alcune gallerie veneziane dove, oltre alle tele, sono presenti i suoi ultimi lavori installativi.

Mariarosa Vio si forma nell’ambito del teatro contemporaneo. Un lungo percorso concentrato sulla comunicazione ‘silente’ la avvicina al mondo della performance e video art, trovando in esse un ideale medium espressivo dove riversare la propria scrittura personale e indipendente. Il percorso di ricerca va focalizzandosi parallelamente sull’interiorità dell’essere umano e il corpo, con la relativa conflittualità tra forma e sostanza che si riversa nell’essere e apparire. Nella dualità che caratterizza tutte le cose c’è un terreno estremamente fertile di indagine dove nasce lo stimolo per la creazione; nel non detto e nell’impossibilità di esprimersi si focalizza il suo lavoro artistico.